benvenuti nel sito del nucleo comunista internazionalista
Come dice lo stesso nome che ci diamo, siamo un piccolo gruppo, un “nucleo”, che rivendica a sé (e non “per sé”, ma per l’insieme del movimento sociale e politico di emancipazione dal capitalismo) la qualifica di comunismo nel senso marxista del termine

nucleo comunista internazionalista





“PUTIN CONTRO PUTIN” A CASAPOUND

(Contropiano, la “linea rossa” varcata da Giulietto Chiesa
e il 22 giugno 1941, “data fatale”)

I compagni di Contropiano/Rete dei comunisti trovano e denunciano che la partecipazione del buon Giulietto Chiesa all’evento organizzato da Casapound a Roma per il 22 di giugno (conferenza sul tema “Putin contro Putin”) con la presenza, fra gli altri, di uno dei massimi guru della corrente politica “di blocco eurasiatico” antiamericano, il russo Alexandr Dugin, sancisca la “svolta a destra” del noto giornalista e uomo politico. Con questa partecipazione, con questo avallo, Giulietto Chiesa, scrive Contropiano, “attraversa definitivamente una sorta di linea rossa”, contribuisce ulteriormente allo “sdoganamento dei fascisti”, con ciò “facendo un ulteriore danno a questo paese”. (dal sito Contropiano 8/6/18: “Svoltando a destra con la scusa di Putin. Giulietto Chiesa rompe gli in-Dugin”)  >> 





MENTRE CI ADDENTRIAMO IN UNA TORBIDA FASE DELLA CRISI POLITICO-ISTITUZIONALE APERTA DOPO IL 4 MARZO…

HANNO ASSASSINATO UN PROLETARIO IMMIGRATO

Il bracciante Soumaila Sacko, giovane africano del Mali di 29 anni, attivista sindacale dell’USB è stato assassinato nella zona di Rosarno colpito dai proiettili di un cecchino appostato alla distanza di un centinaio di metri. Altri due braccianti immigrati sono stati feriti dalla serie di colpi. E’ un altro, ennesimo, episodio criminale perpetrato ai danni e sul corpo del proletariato immigrato sulla cui forza-lavoro supersfruttata si reggono i margini competitivi delle produzioni agricole di quell’area.
Rosarno, ancora una volta Rosarno, a dieci anni dalla rivolta! A dieci o non sappiamo quanti anni dalla celebrazione nazionale del 1° maggio, un rito che si mise in scena proprio lì a Rosarno in seguito alla rivolta da Cgil-Cisl-Uil affinché nulla cambi. Abbiamo cercato – bene o male – di spiegare il motivo di una tale atroce situazione, di una tale atroce beffa ricordando la morte di una proletaria nigeriana avvenuta, sempre in quella piana, nel febbraio di quest’anno. (vedi qui)
Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà di classe ai compagni dell’USB e attraverso loro a tutti i proletari immigrati schiacciati dalla violenza capitalistica la quale si esercita non solo attraverso l’attacco armato, la spedizione squadristica contro i braccianti ma che si esprime quotidianamente, anche senza l’aperto spargimento di sangue proletario, nelle “normali”, e perfettamente legali, condizioni di vita e di lavoro cui essi sono costretti e sottoposti.  >> 





SULLA VIA DELLA SINISTRA COMUNISTA, VERSO LA RIVOLUZIONE DEL FUTURO. QUATTRO TESTI INEDITI DEL COMPAGNO PAOLO TURCO


foto paolo E’ passato un anno dalla scomparsa di Paolo. Con grande difficoltà abbiamo assorbito o, in verità, stiamo ancora assorbendo la mazzata subita, pesante e dolorosa sotto ogni punto di vista. Mentre tutti noi avvertiamo distintamente il giungere anche alle nostre soglie e con passi tremendi di grandi sconvolgimenti epocali determinati dalle convulsioni della crisi capitalistica mondiale e mentre il nostro soggetto di riferimento – il Carneade-Proletariato Internazionale – ovunque incosciente di sé e della sua Forza si trova ovunque esposto ad essere e rimanere massa di manovra prima che carne di cannone delle varie frazioni e campi di forza borghesi che si affrontano nella mischia capitalistica (e lo vediamo anche nella vicenda della drammatica crisi politico-istituzionale in atto nel nostro paese), mentre tutto ciò “ci è chiaro” procediamo stentatamente …su tutto il resto. Insomma arranchiamo su tutta la linea.
Abbiamo più che mai bisogno di riandare alle ragioni profonde, non contingenti, su cui si fonda la necessità della rivoluzione comunista e l’alternativa storica proletariato vs capitalismo e su cui deve fondarsi l’organizzazione rivoluzionaria e l’orientamento della sua pratica attività.
Pensiamo che lo studio e l’assimilazione dei documenti teorici e di critica politica che qui pubblichiamo sia cosa utile per rispondere a questa necessità basica e che ciò corrisponda ad un bisogno – materiale, concreto – non solo nostro ma ad un bisogno sentito da tanti compagni e militanti della Rivoluzione proletaria attualmente sparsi in molti rivoli diversi.  >> 



UN GRANDE REGALO PROPAGANDISTICO ALLA PUNTA DI LANCIA DELL'IMPERIALISMO OCCIDENTALE

Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo un intervento del Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera in occasione del presidio organizzato dal Comitato del Nord Est Fermiamo le ruote dell'occupazione, per protestare contro la partenza del Giro d'Italia 2018 da Israele.  >> 



NUOVO ATTACCO ALLA SIRIA... E TRAMITE ESSA...

Il bombardamento aereo sulla Siria del 14 aprile è un’ulteriore passo nel confronto tra “fronte atlantista” e “asse della resistenza” con la Russia in testa. Mai come in questa occasione si è andati tanto vicino al confronto militare diretto, sventato mirabilmente dalla potenza delle armi e dalla diplomazia russe.  >> 





ECCIDIO ISRAELIANO IN OCCASIONE DELLA GRANDE MARCIA DEL RITORNO NEL GIORNO DELLA TERRA

Con ira contro l’ennesimo odioso crimine perpetrato dalla punta di lancia dell'imperialismo occidentale in Medio Oriente abbiamo appreso dell'eccidio compiuto dall'esercito israeliano in occasione della Grande Marcia del Ritorno nel Giorno della Terra, 30 marzo, anniversario di un altro eccidio compiuto dagli Israeliani in quella data nel 1976 nei confronti di contadini palestinesi che protestavano per l'esproprio delle proprie terre in Galilea.  >> 





INSIEME AGLI ALTRI BRIGANTI SI DISPIEGA IN AFRICA LA “MISSIONE IN NIGER” DELL’ITALIA DEMOCRATICA E IMPERIALISTA


“Una cosa sacrosanta per l’interesse italiano”. Con queste parole il premier Gentiloni ha annunciato il dispiegamento in Niger di circa 500 soldati italiani che unitamente alla forza armata di altri briganti (Germania, Spagna) affiancheranno le truppe francesi già presenti (4.000 militari schierati sul terreno dal 2012) a presidio degli interessi imperialisti nella zona del Sahel, in una operazione che gli analisti militari definiscono inoltre come “test per le capacità della tanto sbandierata difesa europea”.  >> 





IMMIGRAZIONE: IL NOSTRO VADEMECUM

I comunisti sono in campo contro le politiche dei governi occidentali volte a criminalizzare e respingere i lavoratori delle periferie del mondo costretti ad emigrare verso i paesi più ricchi. Al contempo nulla è più distante dalla battaglia di classe del buonismo umanitario di pseudo-“sinistra" che non mette realmente in discussione né promuove la lotta contro il sistema che produce l’immigrazione, omettendo e negando il terreno della solidarietà e dell’unificazione di classe tra lavoratori italiani e immigrati, in quanto non confacente e anzi contrapposto alla propria visione di sostanziale conservazione dell’ordine borghese. Queste “anime belle” preferiscono inanellare un florilegio di fesserie che eludono la realtà non fornendo alcun contributo utile per contrastare l’ostilità verso gli immigrati e la divisione tra lavoratori, laddove i proletari italiani impattano con la realtà stringente dell’immigrazione, e, di fronte ai ragionamenti campati in aria sull’accoglienza e quant’altro, finiscono piuttosto per prestare ascolto a chi del fronte avverso e con i piedi piantati per terra fomenta il razzismo.  >> 





SVILUPPI IN MEDIORIENTE E NORD-AFRICA

PROSEGUE L’AGGRESSIONE IMPERIALISTA: SI STRINGE IL CERCHIO SULL’IRAN

Ai primi di maggio, nella città kazaka di Astana, i rappresentanti ufficiali di Russia, Iran e Turchia hanno firmato un accordo sulla guerra in Siria. Al tavolo del negoziato promosso dalla Russia erano presenti anche l’inviato speciale dell’ONU e una delegazione di osservatori americani e giordani.

- L’accordo di Astana
- Lo smembramento della Siria
- L’imperialismo occidentale ridefinisce la propria strategia
- Le coalizioni a guida occidentale attaccano l’Isis in Iraq e Siria
- ... e puntano il mirino sull’Iran
- Contro l’escalation dell’aggressione dell’imperialismo occidentale in     Medioriente e Nord-Africa
- Solidarietà agli operai egiziani in sciopero a Torah e ai manifestanti     tunisini e marocchini  >> 





A CENTO ANNI DALL’OTTOBRE

1917-2017-2...?

Quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre. E quando si celebra un centenario, di regola, si sottintende: onoriamo i nostri morti, di cui nutriamo un dolce ricordo, ma destinati a non ritornare mai più. Omaggio tombale con tutti i riti a memoria del caso. Sarà così anche dell’Ottobre? Noi, ovviamente, e testardamente, non lo crediamo, ma sarebbe il caso di interrogarci su questo secolo di silenzio, sia pur inframmezzato da tentativi di replica andati a mal fine, dell’antagonismo proletariato-borghesia o, meglio, come scrisse Bordiga, socialismo-capitalismo.
Noi qui ne tentiamo un sommario schema. >> 





DAL NOSTRO ARSENALE: UN TESTO DA ASSORBIRE RIGA PER RIGA E DA MANDARE A MEMORIA

L’IMPERIALISMO DELLE PORTAEREI

L’Admiral Kuznetsov, di cui abbiamo accennato in un precedente intervento, salpata il 21 di settembre dalla base di Severomorsk non lontano dal confine norvegese, prosegue si direbbe senza particolare fretta sulla sua rotta direzione Mediterraneo, costa siriana. Ad essa e alla relativa flottiglia di appoggio si è unito l’incrociatore lanciamissili atomico Pietro il Grande che gli esperti qualificano come “la nave più pesantemente armata di tutto il pianeta”. I comandi dell’imperialismo egemone osservano e monitorano passo-passo questa imponente potenza di fuoco in movimento con discreto nervosismo. Gli inglesi, antichi dominatori dei mari, al suo passaggio al largo delle loro acque territoriali si sono lasciati andare ai soliti schiamazzi antirussi; la Nato ha schiumato rabbia contro la Spagna che ha concesso il rifornimento di carburante alla Task Force navale russa. Quanto al padrone americano se ne sta, per il momento, abbottonato e in silenzio.
Dagli ambienti filorussi giunge una precisazione che non è formale né attinente alla sola mera “tecnica militare” e di cui prendiamo senz’altro atto: l’Admiral Kuznetsov, puntualizzano loro, non è in effetti una vera portaerei. La forza armata della Russia non dispone di autentiche portaerei poiché in sostanza, dicono loro, la Russia non è una potenza imperialista.
Ci è dato quindi il destro per riproporre questo nostro formidabile testo del 1957 in cui sono tracciate le fondamenta per ogni e qualsiasi azione di contrasto effettivo all’imperialismo che si disponga sulla linea della Rivoluzione internazionale, proletaria e comunista.  >> 





ronda proletaria - 1921


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