benvenuti nel sito del nucleo comunista internazionalista
Come dice lo stesso nome che ci diamo, siamo un piccolo gruppo, un “nucleo”, che rivendica a sé (e non “per sé”, ma per l’insieme del movimento sociale e politico di emancipazione dal capitalismo) la qualifica di comunismo nel senso marxista del termine

nucleo comunista internazionalista




 

LA CINA SOTTO ATTACCO

aggressione alla Cina


1.UN VIRUS AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO
2. COMPAGNI ANARCHICI CINESI AI QUALI FRATERNAMENTE, DA MARXISTI, TENDIAMO LA MANO
3. ANCORA SUL FOCOLAIO VIRALE CONTRORIVOLUZIONARIO DI HONG KONG


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black_panthers

Degrado sociale ed umano, “white trash”, Bibbiano e citofoni…

D’ACCORDO CON VIOLA CAROFALO, MA: QUALI I NOSTRI VALORI DA OPPORRE AI LORO PER CAMBIARE L’ATTUALE ANDAZZO DELLE COSE?

La denuncia espressa da Viola Carofalo che ha preso spunto dal provocatorio episodio della citofonata salviniana volto a ribadire fra la gente la ricetta di “ordine e polizia” (oltreché al fine contingente e miserabile di ogni politicante borghese cioè il raccatto di consenso elettorale) solleva la questione della necessaria reazione alla condizione di generale degrado sociale ed umano di cui è vittima un consistente settore della “nostra gente”, della nostra classe. Accogliamo in pieno la sollecitazione di Viola e intanto la pubblichiamo e la segnaliamo all’attenzione di tutti i compagni, qualora fosse sfuggita. Dicendo un paio di cose nostre sulla “tematica” e soprattutto tirando fuori dallo scaffale cose dell’altro ieri, a nostro avviso utili per chiarire quale sia “la loro morale e la nostra”. Cosa che a noi pare indispensabile se per davvero si vuole invertire e farla finita con l’attuale andazzo cioè il girarsi dall’altra parte e il far finta di non vedere le patologie che affliggono la condizione proletaria, posto che esso attuale andazzo non ci stia effettivamente per niente bene.  >> 






gheddafi_ultimo discorso

LIBIA: LA LINGUA BATTE DOVE IL DENTE DUOLE

BASTA CONTORSIONISMI!

O PER GLI INTERESSI DELLA NAZIONE (… PIU’ O MENO ”TRADITI DALLA BORGHESIA”)
O PER GLI INTERESSI DELLA CLASSE

A piena voce lo diciamo nella cornetta acustica di chi sembra non sentire e capire, in realtà finge di non sentire e capire. Di chi pur denunciando il carattere brigantesco della contesa attorno alla Libia (e ci vuole poco di fronte alla sfacciata evidenza della lotta fra avvoltoi borghesi per la spartizione della torta libica) e chiamando alla sacrosanta mobilitazione contro gli impegni politici e militari presi dal “nostro governo” (dai diversi “nostri governi” succedutesi in linea di continuità in fatto di “politica estera”) lo fa imputando ad esso (ad essi, diversi governi) di non fare adeguatamente o addirittura di “tradire gli autentici interessi della nazione e del popolo italiani”.
Cari amici, è ora di mettere le carte in tavola. E di finirla di menare il can per l’aia: O nazione, O classe. Aut – Aut. O interesse della borghesia, O interesse del proletariato italiano ed internazionale. >> 





unione_solidale

Lì, periferia: Iran, Iraq, Siria… Qui: metropoli. Lotta a tutto campo contro l’imperialismo.

COME STANNO LE COSE, DETTO IN MANIERA CHIARA, DIRETTA, ESEMPLARE

Abbiamo letto il volantino fatto dai compagni dell’OCI (organizzazione da cui ci separammo ormai 13 anni addietro) sugli eventi scatenati dall’azione terroristica americana il 2 di gennaio. Si tratta di una presa di posizione netta, chiara, diretta. La linea dello schieramento di classe (Qui nella metropoli, nella periferia) vi è tracciata in maniera inequivocabile. Senza indugio lo pubblichiamo e diffondiamo come “cosa nostra”.
In particolare segnaliamo all’attenzione dei nostri “fedeli” la giusta attitudine del documento a sottolineare e valorizzare i colpi inferti all’imperialismo (che esso si sforza di occultare o minimizzare) ad opera dello Stato borghese iraniano (a cui ne sono seguiti altri da parte di combattenti irregolari iracheni, del tutto e non per caso silenziati dai media mainstream).  >> 





“Sovranisti”, “autentici patrioti”

LIBIA: LA LINGUA BATTE DOVE IL DENTE DUOLE

Abbiamo ricordato come la Libia fosse e sia ancora per il capitalismo italiano “il giardino di casa”. Uno “spazio vitale” su cui mantenere e difendere la propria sfera di influenza e potere pena, per lo Stato di Roma, guai serissimi ad ogni livello dentro i suoi confini nazionali.
Tutte le ramificazioni politiche al servizio della borghesia italiana riflettono e avvertono quanto sia delicata e vitale per “la Patria” cioè per il capitalismo tricolore l’impresa da briganti di difendere la fetta di torta libica insidiata da una serie di altri briganti “alleati”-concorrenti, vecchi e nuovi.
Qui vediamo brevemente come ciò si rifletta nell’ambiente, nell’area politica “sovranista”, “veramente patriottica” nella quale superando gli steccati di destra/sinistra si agitano, allo stato ancora larvale, un sacco di forze e tendenze politiche tutte propaggini e serve della borghesia italiana.  >> 





RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


teheran 1979

Riceviamo e pubblichiamo il documento dei compagni di Napoli: "Chi invece non deve perdere tempo siamo noi!" è detto giustissimamente. Con tutte le nostre forze, assai precarie, rispondiamo: presente! Intanto sollecitiamo chi ci segue a diffondere il documento della "Rete" partenopea.
Che nessuno si azzardi ad intendere questa chiamata allo schieramento come accodamento ad uno qualsiasi dei campi borghesi che si confrontano e che trattano al tempo stesso. Questa è una chiamata allo schieramento DI CLASSE. Quello che manca tremendamente QUI IN OCCIDENTE e che deve corrispondere alla sollevazione anti-imperialista delle masse mediorientali, in una prospettiva unitaria. Not imperialist war but one class international war!
Salutiamo altresì i NOSTRI FRATELLI DI CLASSE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA CHE SONO GIA' SCESI IN PIAZZA IN DECINE DI CITTA' CONTRO QUESTA INFAME E MALEDETTA GUERRA DEL E PER IL CAPITALE.
8 gennaio 2020  >> 





Primi riflessi nel nostro stagno dello scontro in atto fra imperialismo e popoli oppressi del Medio Oriente


manifestazione OCI

PORCHERIE DI (COSIDDETTA) “ULTRASINISTRA”

Mentre in queste ore cariche di tensione e di una rabbia enorme che ribolle nel campo degli oppressi in tutto il Medio Oriente (e ben oltre), un campo assolutamente pronto, SIA COME SIA, ad affrontare il combattimento contro il mostro imperialista democratico ed a infliggergli colpi durissimi qualora davvero si azzardasse a ripetere contro l’Iran lo scempio perpetrato in Iraq, in Libia, in Siria, circolano in rete ed abbiamo ricevuto cose vergognose che ritengono di spiegare da un punto di vista “rivoluzionario” e “veramente anti-imperialista” la drammatica escalation in corso con epicentro Iraq e Iran.  >> 





IRAQ, IRAN, SIRIA, TURCHIA, LIBIA … E WALL STREET. SOSTANZE ESPLOSIVE DAPPERTUTTO.


assalto ambasciata usa a bagdad

QUESTA BREVE NOTA SCRITTA PRIMA DEGLI ODIERNI AVVENIMENTI CIOE’ PRIMA DELL’UCCISIONE DEL CAPO MILITARE IRANIANO PER MANO AMERICANA NON HA BISOGNO DI ALCUNA RETTIFICA. COME IN ESSA VOGLIAMO SOTTOLINEARE, L’IMPERIALISMO DEMOCRATICO NON E’ AFFATTO INVINCIBILE. TUTT’ALTRO.  >> 





RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO/SEGNALAZIONI

greve_sauvage_smoll

FRANCIA: DUE DOCUMENTI DALLA LOTTA DI CLASSE IN CORSO

Presentiamo due documenti che ci giungono dalla Francia, entrambi fatti dai compagni del “Groupe International de la Gauche Communiste”. La borghesia francese sta affrontando con estrema decisione lo scontro sociale in atto, ben preparata e decisa a sconfiggere il movimento di lotta puntando sull’esaurimento degli scioperi e sul non coinvolgimento nella lotta dei lavoratori del settore privato dove, come scrivono i compagni, entrare in sciopero “è diventato particolarmente difficile e i primi che vi si lanciano rischiano grosso, minacce, sanzioni, perdita di premi e avanzamenti fino al licenziamento, dati i metodi totalitari e repressivi del moderno management”. Soprattutto, essa borghesia, può contare sul “senso di responsabilità nazionale” delle direzioni sindacali che pur hanno convocato (hanno dovuto convocare) la lotta partita il 5 dicembre e che faranno di tutto, faranno cioè il loro mestiere, per evitare il débordement del movimento.  >> 





POTENZIALITA’ E PROBLEMI INNANZI ALLA NUOVA TORNATA DI LOTTA DI CLASSE IN FRANCIA



marx o morte

Non serve dire dell’importanza del movimento di lotta e rivolta sociale in atto in Francia, impegnato con rinnovato vigore a contrastare e battere in piazza il governo Macron, e in prospettiva a rovesciare in piazza il suo governo “dei ricchi”. Ben oltre i confini di Francia, la lotta di classe in corso è un esempio concreto ed una scarica di energia per tutto il proletariato internazionale. In particolare provvidenziale per noi, boccheggianti nella palude-Italia nelle cui acque stagne e melmose possono al momento sguazzare solo tinche e sardine (noi pensiamo che qui tutto precipiterà all’improvviso, e saranno dolori…). Non fosse che per il solo esempio di determinazione nella lotta che il proletariato francese ci sta dando (da un anno ci sta dando!) diciamo: Merci camarades, Merci proletari e fratelli di classe francesi!  >> 





bordighista

IL CONFRONTO DI FORZA IN ATTO FRA RIVOLUZIONE
E CONTRO-RIVOLUZIONE SU TUTTO IL CONTINENTE
LATINO AMERICANO

SEVERA LEZIONE DALLA BOLIVIA

Collegamento ad un breve video che dà conto del furore degli indios di El Alto in Bolivia

All’inizio dell’anno la prima e principale centrale imperialista del capitalismo mondiale, quella nordamericana, è stata determinata a dichiarare e muovere apertamente la guerra di classe contro le masse latinoamericane e per assicurarsi il totale controllo sul continente, storico suo giardino di casa. All’assedio ed alla conseguente caduta del Venezuela bolivariano avrebbe dovuto seguire, secondo la protervia dei piani apertamente dichiarati, l’attacco al Nicaragua, alla Bolivia di Evo Morales, infine al bersaglio grosso Cuba. Tutti paesi renitenti da riportare sulla retta via della “libertà e della democrazia” vale a dire sotto il controllo politico di Washington e sotto la piena disponibilità di Wall Street.
Le cose non sono andate e non stanno andando esattamente secondo i piani.  >> 





Il nostro volantone diffuso il 5 ottobre a Roma, alla manifestazione indetta dal PC di Marco Rizzo


manifestazione pc Rizzo


COMPAGNI, IL TEMPO STRINGE
OPPOSIZIONE DI CLASSE AL NUOVO GOVERNO BORGHESE. CHE E’ DI CONTINUITA’ E DI TRANSIZIONE VERSO IL GOVERNO DI COMANDO AUTORITARIO CHE LA BORGHESIA PREPARA.





LA SFIDA DEI “GUEUX” ATTORNO AL “VIALE PIU’ BELLO DEL MONDO”

sfida gueux

Ritrasmettiamo il documento-video che mostra un momento dell’operazione militare a tutti gli effetti dispiegata sul suo territorio metropolitano dalla borghesia francese, in esecuzione al dettato emanato dal governo Macron, suo comitato d’affari.
Data: 21 settembre 2019, atto 45 della rivolta sociale dei Gilet jaunes. Luogo: Parigi, viale dei Campi elisi. “Il viale più bello del mondo”, orgoglio e vanto della borghesia francese.  >> 





CORRISPONDENZE

UNA VIVISSIMA RICOGNIZIONE E RIFLESSIONE POLITICA SUI FATTI DI HONG KONG

Riceviamo dal compagno Alessio le densissime note sui disordini sociali in atto da mesi ad Hong Kong che qui pubblichiamo. Lui ci dice che sono “note confuse”, ma noi le giudichiamo di assoluto interesse e valore generale e per tale ragione le presentiamo all’attenzione di tutto il movimento di classe.  >> 





HONG KONG: CONTRO LA DEMOCRAZIA, CONTRO LA LIBERTA’ (DEL BUSINESS E DEI BUSINESSMEN DI OGNI RAZZA E COLORE)
PER LA MOBILITAZIONE, PER LA DITTATURA DEI PROLETARI E DI TUTTI GLI SFRUTTATI CINESI


(Risposta ai libertari di Hong Kong che stanno per... ”l’anarchia in un solo paese” anzi in una sola oasi)
I troubles che stanno investendo il mostruoso agglomerato di Hong Kong, paradiso per il business e per i businessmen di ogni razza e colore, inferno per i proletari e gli sfruttati, sono un fatto di grandissima rilevanza e di grandissime implicazioni. Tanto per la borghesia che per il Proletariato Internazionale. In primo luogo per il capitalismo cinese che deve provare a soffocare con le buone e se necessario stroncare con le cattive la sedizione “autonomistica” (impulsata dai padrini occidentali) di quella sua provincia che è uno dei centri nevralgici del capitale finanziario cinese ed internazionale.
I borghesi di Hong Kong, unitamente ai loro fratelli di classe “continentali” cinesi e di ogni altra razza, in questa zona franca intrecciano i loro vorticosi affari e intendono continuare a svolgere tale loro missione “autonomamente” cioè senza che il governo cinese pretenda di metterci il becco.  >> 




ITALIA, IL TEMPO STRINGE: SCENE DI LOTTA DI CLASSE E DEMOCRAZIA BLINDATA

napoli sicobasQui sotto riportiamo tre documenti tratti dal sito del SI-Cobas assai significativi del clima politico-sociale asfissiante presente e soprattutto di quello che ci si para davanti. Alla fine di questa breve nota diamo inoltre conto di un piccolo fatto, una bazzecola se vogliamo, ma altrettanto significativo del presente e per il prossimo futuro, avvenuto a Roma sabato 8 giugno durante la manifestazione nazionale Cgil-Cisl-Uil del pubblico impiego. Cioè nell’ambiente più innocuo (per la borghesia) di questo mondo.  >> 








nostra memoria 4

DOCUMENTI DA:
- testo discussione/formazione interna O.C.I. (1986)
- "Che fare" (1988)
- "Programma Comunista" (1974, 1983)






IL VENEZUELA BOLIVARIANO SOTTO ASSEDIO

venezuela_potere_operaio

AUT – AUT
“DIALOGO FRA LE PARTI”–CAPITOLAZIONE
OPPURE RESISTENZA DI CLASSE–RIVOLUZIONE


Il pronunciamento del 23 gennaio 2019 con il quale gli Stati Uniti d’America riconoscono l’autoproclamato Guaidò, loro pupazzo, come presidente del Venezuela ed intimano lo sfratto al governo bolivarista di Maduro è un passo di vasta ed enorme portata contro-rivoluzionaria. Titola il Wall Street Journal del 30 gennaio: “ U.S. push oust Venezuela’s Maduro marks first shot in plan to reshape Latin America”. First shot: primo colpo! La destituzione di Maduro o meglio la capitolazione del movimento chavista-bolivariano che da venti anni, dal 1999, gestisce il potere a Caracas è – vorrebbe essere – il primo colpo di un “reset” imperialista continentale, detto nel linguaggio del WSJ: “the opening of a new strategy to exert greater U.S. influence over Latin America”. Imposta la capitolazione al Venezuela bolivariano – possibilmente senza combattimento diretto, evitando la guerra civile e sociale apertamente dichiarata cioè attraverso l’immobilizzazione del “popolo rivoluzionario” chavista – si passerà alla resa dei conti con il fastidioso Nicaragua e soprattutto con la spina rappresentata da Cuba. Tale è l’agenda spavaldamente dichiarata dalla massima potenza mondiale imperialista e democratica.  >> 






ONORE AI PROLETARI NERI DI HAITI!


manifestazioni ad haiti

I MOTI SEMI-INSURREZIONALI DEI PROLETARI NERI SONO LA ISTINTIVA E VIOLENTA RISPOSTA DI CLASSE ALLA INIZIATIVA DELLA CONTRO-RIVOLUZIONE

INDICANO LA VIA RIVOLUZIONARIA PER SPEZZARE L’ASSEDIO AL VENEZUELA BOLIVARIANO






CORRISPONDENZE

LE MANIFESTAZIONI STUDENDESCHE DEL
22 FEBBRAIO: FINITA LA STAGIONE DELL’APATIA E DELLA PASSIVITA’ SOCIALE?

Pubblichiamo il volantino fatto e distribuito alla manifestazione di Udine da un giovane compagno, nostro amico e lettore. Dopo ben 8 anni di “silenzio”, gli studenti, in 1.500, hanno attraversato in corteo la città esprimendo con ciò un senso di grande gioia e “liberazione” collettiva per aver spezzato, almeno per un momento, la situazione di apatia e passività nella quale si trovano (trovavano?) da lunghissimo tempo piombati.  >> 









CAPITALE ASSASSINO

Moussa Ba, senegalese di 28 anni, è l'ultimo schiavo del ghetto di San Ferdinando ucciso dal Capitale: lavorava come bracciante nei campi della piana di Gioia Tauro e la sua baracca all'improvviso è stata coinvolta da un incendio sviluppatosi a poca distanza. E’ la fotocopia identica di quanto accaduto esattamente un anno fa nella stessa località, quando un altro incendio causò la morte di una proletaria nigeriana di 26 anni, Becky Moses.
In solidarietà con la nuova vittima e i suoi compagni, lavoratori immigrati, riproponiamo la lettura del nostro articolo pubblicato l’11 febbraio 2018 “Braccianti immigrati: a otto anni dalla rivolta di Rosarno nulla è cambiato – Colpa della “Testarda cecità istituzionale? O c'è qualcosa d'altro?”.  >> 





“GIORNO DELLA MEMORIA” E SMEMORATEZZE

A proposito di foibe


Riproponiamo il nostro opuscolo
(in formato .pdf):

«A PROPOSITO DI FOIBE.
Destra e "sinistra" convergono anche su questo momento del "passato"...
Perché? E con quale scopo politico?»








UNGHERIA, POLONIA: ANCHE L’EST EUROPA SI MUOVE

SUINI “SOVRANISTI”, SUINI LIBERAL-SOROSIANI E LA VIA DEL PROLETARIATO ESTEUROPEO

Avvenimenti di grande portata si stanno producendo all’Est, dalla Polonia all’Ungheria. Essi sono il “pendant” in qualche modo di quelli che scuotono la Francia (e di quelli che maturano nella disgraziata Italia). I sommovimenti sociali dell’Est Europa scuotono paesi “fiori all’occhiello” dei suini “sovranisti” – l’arco delle destre dal nazional-leghismo di Salvini fino ai neofascisti di Casapaund per restare a quelli di casa nostra – i quali presentano e vantano gli attuali governi “patriottici” di Varsavia e Budapest come alternativa non solo possibile e concreta, ma “vincente” per gli interessi popolari rispetto al tritacarne liberal-capitalista.
Potremmo dire ai suini “sovranisti” di casa nostra: i vostri neri e puzzolenti “fiori all’occhiello” si stanno appassendo. I fatti di Polonia e Ungheria preannunciano che… la vostra “pacchia” è finita. E non saranno i suini alla Soros, che attualmente egemonizzano le piazze di opposizione a Varsavia e Budapest, a spazzarvi via. Sarà il proletariato, trascinato sulla scena come soggetto attivo e fulcro determinante dalla dinamica storica dell’antagonismo di classe, a fare giustizia di voi nelle vostre “roccaforti” polacche e ungheresi!  >> 





LATRANO CONTRO “IL DITTATORE” MADURO:

IMPERIALISMO DEMOCRATICO GIU’ LE MANI DAL VENEZUELA BOLIVARIANO!

Dal suo covo ed epicentro mondiale, l’imperialismo democratico per bocca di Trump ha lanciato una dichiarazione di guerra contro il Venezuela Bolivariano.
A seguire prontamente in scia, dalle due sponde dell’Atlantico, la lunga fila bipartisan di “paladini della libertà”, giù giù fino ai cagnolini scodinzolanti alla Tusk, alla Salvini e a tanti altri del genere (pagliacci sia “sovranisti” che “mondialisti”, si noti).
L’atto “legale”, formale, del riconoscimento da parte nordamericana di tale Juan Guaidò, pupazzo loro creatura autoproclamatosi “presidente”, equivale infatti ad una dichiarazione di guerra se, come sembra, a questo spudorato atto di Forza non seguirà una resa senza condizioni da parte del governo nazional-borghese bolivariano. Oppure, soluzione più subdola proposta dai più accorti fra gli imperialisti europei (e dal Vaticano) se non seguirà un processo (comunque suicida per i bolivaristi) di resa condizionata mascherata dietro a formule di compromesso in extremis e di “dialogo fra le parti”.  >> 





L’USB, LA COMMEDIA  DELLA “MANOVRA DEL POPOLO”
E IL SUO ESITO

commedia usb

DAVVERO IL GOVERNO CORNUTO
“DI CAMBIAMENTO”
(CORNO LEGA – CORNO 5 STELLE)
“NON HA MANTENUTO LE PROMESSE”?
SICURI COSI’ DI “SMASCHERARLO”
AGLI OCCHI “DEL POPOLO”?

Siamo davvero sicuri che il governo cornuto “di cambiamento” non abbia mantenuto “le promesse”? Noi non lo siamo affatto. Anzi, a nostro avviso, esso ha sostanzialmente mantenuto le sue promesse ed in particolare LA sua promessa essenziale, fondamentale, per la quale gli è stata appaltata, provvisoriamente ed in condizioni di emergenza, la gestione del potere.  >> 





SENZA (TANTI) COMMENTI. CHI VUOL CAPIRE CAPISCA, E NON SERVE LA TRADUZIONE

polizia a cavallo a parigi

Nel video per lunghi tratti parla una donna. Una donna semplice, una donna comune  >> 





VIVE LA SOLIDARITE’ DE CLASSE INTERNATIONALE!

ICI NOTRE INTRODUCTION A L'APPEL DES CAMARADES FRANÇAISES  >> 





asinaraDIETRO IL “CASO” CESARE BATTISTI E DELLA SUA SQUALLIDA FIGURA E SORTE PERSONALE

Quali scopi sono nascosti dietro il gran battage attorno alla vicenda della squallida figura di Cesare Battisti?
Due, a nostro avviso, sono gli obiettivi di fondo perseguiti dalla regia borghese con la messa in scena di questa “campagna”.
Anzi, due più uno “di dettaglio.  >> 





A TUTTI!
APPELLO URGENTE DAI COMPAGNI FRANCESI

Riceviamo e ritrasmettiamo A TUTTI il seguente appello (qui in calce, in diverse lingue anche in italiano) lanciato dai compagni francesi che da due mesi hanno accettato la sfida, in condizioni generali obiettive di partenza sfavorevolissime, e stanno vigorosamente lottando al fianco della rivolta sociale dei gilet gialli contro il capitalismo francese. Contro il suo stato, il suo governo, le sue polizie. Il prezzo pagato è già molto alto. Soprattutto per chi, come questi compagni, “non ha santi in paradiso”; per chi è fuori dai giochi, dagli intrallazzi e dai condizionamenti magari sotterranei con i poteri istituzionali borghesi.  >> 





monito preventivoDURO MONITO PREVENTIVO
DELLA BORGHESIA

Riceviamo e con la massima urgenza pubblichiamo il comunicato dei compagni del C.S. Vittoria di Milano nel quale si denunciano le pesanti condanne comminate dal tribunale dello Stato democratico al responsabile del SI-Cobas e a due militanti del “Vittoria”, rei confessi d’aver praticato e di praticare una coerente lotta di classe.
Come scrive il “Vittoria” questo è un pesante avvertimento, un pesante “monito preventivo contro chi prova ad essere realmente opposizione di classe ben al di fuori dal teatrino della politica istituzionale”. La mano pesante applicata dal tribunale della Repubblica democratica si inquadra in un contesto sociale e politico assai delicato in Italia ed in Europa  >> 





GILET GIALLI: OPPOSIZIONE IN FRANCIA
E AL GOVERNO IN ITALIA?

LA NOSTRA RISPOSTA AL FANFARONE DEL GOVERNO “DI CAMBIAMENTO”

Dunque, dunque…. Siamo tirati a cimento dal servo del capitalismo italiano, il fanfarone Di Maio vice premier di governo, quello che con la “manovra del popolo” si prefigge di “abolire la povertà” o qualcosa del (fanfaronesco appunto) genere, a proposito dei Gilet gialli di Francia la cui lotta – dopo due mesi di battaglie di piazza – il Movimento 5 stelle dichiara di sostenere e verso cui tende il suo sostegno organizzativo oltreché politico.
Gran scalpore; guazzabuglio e polemiche fra le opposte bande politiche di servi della borghesia; tensioni diplomatiche con la Francia che denuncia l’intrusione “negli affari interni”…  >> 





BRUXELLES, 8 DICEMBRE 2018: FICCHIAMOCELO BENE IN TESTA!

In contemporanea con il IV atto della protesta dei gilet francesi, sabato 8 dicembre circa 1.500 gilet belgi hanno manifestato davanti al Parlamento di Bruxelles chiedendo le dimissioni del primo ministro: 400 arresti!
proteste_belgioQui c’è un breve video di 3.38 minuti su alcuni momenti della giornata di lotta (YouTube Belgian protesters call for resignation of pm). In particolare si os- servi bene, e ci si fic- chi per bene in testa, le scene dal minuto 2.10 del video.
Lavoratori messi a terra in fila e amma- nettati. Parlano in francese, in fiammingo, ma si comprende benissimo il senso: è la democrazia, è lo Stato democratico all’opera! Per giunta non di fronte ad una minaccia di rivoluzione proletaria – che non c’è e non è nemmeno dietro l’angolo – ma “solamente” per contenere e sedare una rivolta sociale di gente (la nostra gente!) che non ne può più, che ne ha, come abbiamo scritto, pieni i coglioni.  >> 





GILET GIALLI DI FRANCIA: LA GENTE, LA NOSTRA GENTE, NE HA PIENI I COGLIONI. VIA IL GOVERNO MACRON, VIA IL “GOVERNO DEI RICCHI”. UNA PRIMA SOMMARIA CRONACA POLITICA. 


protesta gilet gialli

Nel movimento di autentica rivolta popolare che come goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato innescato dall’imposizione della tassa “ecologica” sul diesel (ennesima tassa: “per il governo siamo come delle vacche da mungere” si dice fra chi fatica ad arrivare a fine mese e ne ha davvero piene le scatole e dunque, vivaddio, si ribella all’insopportabile stato delle cose) c’è, per il momento, una prima data “spartiacque” che marchiamo nella nostra cronaca politica: il 17 di novembre 2018.
Prima di tale data, il movimento partito dall’iniziativa di alcune donne (fra cui una di colore, capirete subito più oltre il senso della puntualizzazione) che si sono messe a spulciare fra la gragnola di bollette e di relativi aumenti constatando e denunciando che “c’è qualcosa che non va” nell’andazzo delle cose “governato dai ricchi” e personificato dall’odiosa figura del presidente Macron che si tratta di cacciare via, prima di tale data dicevamo, il movimento è stato osservato e marchiato con un misto di supponenza e disprezzo dalla borghesia (dai maitre-à-penser al suo servizio). Un movimento che non è, e non può essere altro, dice la borghesia “illuminata” e “progressista”, che brodo di coltura di massa per la demagogia social-nazionale della Le Pen e delle altre correnti dell’estrema destra. Come il signorotto sapiente, civile, lungimirante che dall’alto guarda in basso lo spregevole e puzzolente popolaccio, rozzo e ignorante al punto di fregarsene dei destini ecologici del mondo ma di badare solo, volgarmente, ai destini delle sue tasche sempre più vuote e ai bassi istinti dettati dal suo stomaco.  >> 





AUFSTEHEN!: IL “GRIDO DI RISCOSSA” LANCIATO DALLA “NUOVA SINISTRA” TEDESCA.
TRADUZIONE: RIVOLTO ALLA NAZIONE TEDESCA: “ALZARSI!”
RIVOLTO AL PROLETARIATO TEDESCO: “SUICIDATI!”

Aufstehen !, “Alzarsi!”, è il nome del “movimento” politico (guai a parlare di partito…) lanciato dalla minoranza della Linke, capeggiata dal duo Wagenknecht/Lafontaine, che contesta la linea – ritenuta obsoleta – della maggioranza, che condannerebbe il partito alla marginalità politica, mentre i promotori di Aufstehen confidano di rilanciare l’intera sinistra tedesca (non solo la Linke, ma anche la Spd e i Verdi) con un “opportuna rimessa a nuovo” di idee e programmi.
La spaccatura è esplosa drammaticamente al congresso della Linke dello scorso giugno, dove la tensione è salita alle stelle sul tema dell’immigrazione, paventandosi lo scenario di una scissione, a tutt’oggi non consumata.
All’origine della divaricazione i consensi guadagnati dalla destra di Alternative fur Detschland nei bacini elettorali di radicamento della Linke, a cominciare dagli storici insediamenti nei Lander dell’Est, e la verifica che il tema-chiave sul quale la destra nazionalista guadagna terreno è quello dell’immigrazione. La minoranza contesta agli “internazionalisti” (così è del tutto impropriamente etichettata la maggioranza) la politica delle frontiere aperte e dell’accoglienza incondizionata.  >> 



LE TRAGEDIE DEI MIGRANTI E LA LOTTA POLITICA ATTORNO AD ESSE

I POTERI CAPITALISTICI USANO I FLUSSI MIGRATORI COME GRAPPOLI DI BOMBE SCAGLIATI DENTRO IL CAMPO DEL PROLETARIATO INTERNAZIONALE, AL DI QUA E AL DI LA’ DEL MEDITERRANEO. LIBERALS-PROGRESSISTI (PRO “ACCO- GLIENZA”) E SOVRANISTI (PRO “CHIUSURA”) NE SONO STRUMENTI E SERVI


No alla carità!
Nessuna accoglienza per i businessmen bianchi!
Espulsione dei loro lacchè neri!




SOSTEGNI “CRITICI” DA ESTREMA DESTRA E ESTREMA SINISTRA AL GOVERNO “DI CAMBIAMENTO”

“SOVRANISTI” E PATRIOTI DI SINISTRA IN GRAN MOVIMENTO

(IN MARGINE AD UNA CONFERENZA PER “UN GOVERNO COSTITUZIONALE DI SALUTE PUBBLICA E UN NUOVO C.L.N.”)

La corrente politica “sovranista di sinistra” o “proletaria-patriottica” di cui in Italia è stata battistrada la pattuglia del Campo Antimperialista (ora raccolta in una cosa denominata “Programma 101”) è in pieno fermento, specie dopo l’esito tellurico sul piano politico-istituzionale delle elezioni del 4 marzo. Nel suo flusso si sono di recente pienamente immessi, fra gli altri, gli ultrastalinisti e superpartigiani dei Carc.
Promossa da questa corrente, si è tenuta a Roma il 16 di giugno una conferenza “per un governo costituente di salute pubblica e per un nuovo CLN”. Un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, dato che il problema centrale ed esiziale sul tappeto è di “liberare la Nazione”, liberare la Patria dai vincoli e dai ceppi a cui è soggiogata dai poteri oligarchici europei ed atlantici che ne impediscono un sano e progressivo sviluppo e da cui derivano i patimenti “del popolo” italiano.  >> 





LA PESTE DEL SINDACATO SOCIALIMPERIALISTA

Due documenti del Sindacato USA.
Un avvertimento preliminare ai lettori! Le posizioni dei due documenti che presentiamo non sono tipiche dei sindacati USA, ma sono le stesse dei sindacati socialimperialisti europei: l'unica differenza sta nel fatto che, anche tenendo conto della mancanza di una organizzazione di classe e del fatto che la classe operaia americana è stata colpita più duramente di quella europea, le dichiarazioni dei sindacati USA sono più esplicite e non ammantate dalla squallida ipocrisia dei sindacati nostrani ed europei.  >> 





ANCORA SUL RIFORMISMO SOVRANISTA

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di un compagno in merito al
volantino di convocazione della manifestazione dell'U.S.B. Del 16 giugno a
seguito dell'assassinio di un immigrato sindacalista dell'U.S.B.
Le posizioni qui espresse sono sulla stessa linea di quelle che si possono trovare nel nostro articolo
“...L'U.S.B. ringrazia il Presidente della Camera per l’attenzione dimostrata” !
23 giugno 2018  >> 





“PUTIN CONTRO PUTIN” A CASAPOUND

(Contropiano, la “linea rossa” varcata da Giulietto Chiesa
e il 22 giugno 1941, “data fatale”)

I compagni di Contropiano/Rete dei comunisti trovano e denunciano che la partecipazione del buon Giulietto Chiesa all’evento organizzato da Casapound a Roma per il 22 di giugno (conferenza sul tema “Putin contro Putin”) con la presenza, fra gli altri, di uno dei massimi guru della corrente politica “di blocco eurasiatico” antiamericano, il russo Alexandr Dugin, sancisca la “svolta a destra” del noto giornalista e uomo politico. Con questa partecipazione, con questo avallo, Giulietto Chiesa, scrive Contropiano, “attraversa definitivamente una sorta di linea rossa”, contribuisce ulteriormente allo “sdoganamento dei fascisti”, con ciò “facendo un ulteriore danno a questo paese”. (dal sito Contropiano 8/6/18: “Svoltando a destra con la scusa di Putin. Giulietto Chiesa rompe gli in-Dugin”)  >> 





MENTRE CI ADDENTRIAMO IN UNA TORBIDA FASE DELLA CRISI POLITICO-ISTITUZIONALE APERTA DOPO IL 4 MARZO…

HANNO ASSASSINATO UN PROLETARIO IMMIGRATO

Il bracciante Soumaila Sacko, giovane africano del Mali di 29 anni, attivista sindacale dell’USB è stato assassinato nella zona di Rosarno colpito dai proiettili di un cecchino appostato alla distanza di un centinaio di metri. Altri due braccianti immigrati sono stati feriti dalla serie di colpi. E’ un altro, ennesimo, episodio criminale perpetrato ai danni e sul corpo del proletariato immigrato sulla cui forza-lavoro supersfruttata si reggono i margini competitivi delle produzioni agricole di quell’area.
Rosarno, ancora una volta Rosarno, a dieci anni dalla rivolta! A dieci o non sappiamo quanti anni dalla celebrazione nazionale del 1° maggio, un rito che si mise in scena proprio lì a Rosarno in seguito alla rivolta da Cgil-Cisl-Uil affinché nulla cambi. Abbiamo cercato – bene o male – di spiegare il motivo di una tale atroce situazione, di una tale atroce beffa ricordando la morte di una proletaria nigeriana avvenuta, sempre in quella piana, nel febbraio di quest’anno. (vedi qui)
Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà di classe ai compagni dell’USB e attraverso loro a tutti i proletari immigrati schiacciati dalla violenza capitalistica la quale si esercita non solo attraverso l’attacco armato, la spedizione squadristica contro i braccianti ma che si esprime quotidianamente, anche senza l’aperto spargimento di sangue proletario, nelle “normali”, e perfettamente legali, condizioni di vita e di lavoro cui essi sono costretti e sottoposti.  >> 





SULLA VIA DELLA SINISTRA COMUNISTA, VERSO LA RIVOLUZIONE DEL FUTURO. QUATTRO TESTI INEDITI DEL COMPAGNO PAOLO TURCO


foto paolo E’ passato un anno dalla scomparsa di Paolo. Con grande difficoltà abbiamo assorbito o, in verità, stiamo ancora assorbendo la mazzata subita, pesante e dolorosa sotto ogni punto di vista. Mentre tutti noi avvertiamo distintamente il giungere anche alle nostre soglie e con passi tremendi di grandi sconvolgimenti epocali determinati dalle convulsioni della crisi capitalistica mondiale e mentre il nostro soggetto di riferimento – il Carneade-Proletariato Internazionale – ovunque incosciente di sé e della sua Forza si trova ovunque esposto ad essere e rimanere massa di manovra prima che carne di cannone delle varie frazioni e campi di forza borghesi che si affrontano nella mischia capitalistica (e lo vediamo anche nella vicenda della drammatica crisi politico-istituzionale in atto nel nostro paese), mentre tutto ciò “ci è chiaro” procediamo stentatamente …su tutto il resto. Insomma arranchiamo su tutta la linea.
Abbiamo più che mai bisogno di riandare alle ragioni profonde, non contingenti, su cui si fonda la necessità della rivoluzione comunista e l’alternativa storica proletariato vs capitalismo e su cui deve fondarsi l’organizzazione rivoluzionaria e l’orientamento della sua pratica attività.
Pensiamo che lo studio e l’assimilazione dei documenti teorici e di critica politica che qui pubblichiamo sia cosa utile per rispondere a questa necessità basica e che ciò corrisponda ad un bisogno – materiale, concreto – non solo nostro ma ad un bisogno sentito da tanti compagni e militanti della Rivoluzione proletaria attualmente sparsi in molti rivoli diversi.  >> 



UN GRANDE REGALO PROPAGANDISTICO ALLA PUNTA DI LANCIA DELL'IMPERIALISMO OCCIDENTALE

Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo un intervento del Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera in occasione del presidio organizzato dal Comitato del Nord Est Fermiamo le ruote dell'occupazione, per protestare contro la partenza del Giro d'Italia 2018 da Israele.  >> 



NUOVO ATTACCO ALLA SIRIA... E TRAMITE ESSA...

Il bombardamento aereo sulla Siria del 14 aprile è un’ulteriore passo nel confronto tra “fronte atlantista” e “asse della resistenza” con la Russia in testa. Mai come in questa occasione si è andati tanto vicino al confronto militare diretto, sventato mirabilmente dalla potenza delle armi e dalla diplomazia russe.  >> 





INSIEME AGLI ALTRI BRIGANTI SI DISPIEGA IN AFRICA LA “MISSIONE IN NIGER” DELL’ITALIA DEMOCRATICA E IMPERIALISTA


“Una cosa sacrosanta per l’interesse italiano”. Con queste parole il premier Gentiloni ha annunciato il dispiegamento in Niger di circa 500 soldati italiani che unitamente alla forza armata di altri briganti (Germania, Spagna) affiancheranno le truppe francesi già presenti (4.000 militari schierati sul terreno dal 2012) a presidio degli interessi imperialisti nella zona del Sahel, in una operazione che gli analisti militari definiscono inoltre come “test per le capacità della tanto sbandierata difesa europea”.  >> 





IMMIGRAZIONE: IL NOSTRO VADEMECUM

I comunisti sono in campo contro le politiche dei governi occidentali volte a criminalizzare e respingere i lavoratori delle periferie del mondo costretti ad emigrare verso i paesi più ricchi. Al contempo nulla è più distante dalla battaglia di classe del buonismo umanitario di pseudo-“sinistra" che non mette realmente in discussione né promuove la lotta contro il sistema che produce l’immigrazione, omettendo e negando il terreno della solidarietà e dell’unificazione di classe tra lavoratori italiani e immigrati, in quanto non confacente e anzi contrapposto alla propria visione di sostanziale conservazione dell’ordine borghese. Queste “anime belle” preferiscono inanellare un florilegio di fesserie che eludono la realtà non fornendo alcun contributo utile per contrastare l’ostilità verso gli immigrati e la divisione tra lavoratori, laddove i proletari italiani impattano con la realtà stringente dell’immigrazione, e, di fronte ai ragionamenti campati in aria sull’accoglienza e quant’altro, finiscono piuttosto per prestare ascolto a chi del fronte avverso e con i piedi piantati per terra fomenta il razzismo.  >> 





A CENTO ANNI DALL’OTTOBRE

1917-2017-2...?

Quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre. E quando si celebra un centenario, di regola, si sottintende: onoriamo i nostri morti, di cui nutriamo un dolce ricordo, ma destinati a non ritornare mai più. Omaggio tombale con tutti i riti a memoria del caso. Sarà così anche dell’Ottobre? Noi, ovviamente, e testardamente, non lo crediamo, ma sarebbe il caso di interrogarci su questo secolo di silenzio, sia pur inframmezzato da tentativi di replica andati a mal fine, dell’antagonismo proletariato-borghesia o, meglio, come scrisse Bordiga, socialismo-capitalismo.
Noi qui ne tentiamo un sommario schema. >> 





ronda proletaria - 1921

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