benvenuti nel sito del nucleo comunista internazionalista
Come dice lo stesso nome che ci diamo, siamo un piccolo gruppo, un “nucleo”, che rivendica a sé (e non “per sé”, ma per l’insieme del movimento sociale e politico di emancipazione dal capitalismo) la qualifica di comunismo nel senso marxista del termine

nucleo comunista internazionalista





IMMIGRAZIONE: IL NOSTRO VADEMECUM

I comunisti sono in campo contro le politiche dei governi occidentali volte a criminalizzare e respingere i lavoratori delle periferie del mondo costretti ad emigrare verso i paesi più ricchi. Al contempo nulla è più distante dalla battaglia di classe del buonismo umanitario di pseudo-“sinistra" che non mette realmente in discussione né promuove la lotta contro il sistema che produce l’immigrazione, omettendo e negando il terreno della solidarietà e dell’unificazione di classe tra lavoratori italiani e immigrati, in quanto non confacente e anzi contrapposto alla propria visione di sostanziale conservazione dell’ordine borghese. Queste “anime belle” preferiscono inanellare un florilegio di fesserie che eludono la realtà non fornendo alcun contributo utile per contrastare l’ostilità verso gli immigrati e la divisione tra lavoratori, laddove i proletari italiani impattano con la realtà stringente dell’immigrazione, e, di fronte ai ragionamenti campati in aria sull’accoglienza e quant’altro, finiscono piuttosto per prestare ascolto a chi del fronte avverso e con i piedi piantati per terra fomenta il razzismo.  >> 





LA MANIFESTAZIONE DEL 21 OTTOBRE CONTRO IL RAZZISMO

Sabato 21 ottobre si è svolta a Roma la manifestazione nazionale contro il razzismo promossa dall’Arci e da altre associazioni impegnate nell’accoglienza. Filippo Miraglia, vicepresidente dell’Arci, ha registrato sul manifesto del 24/10/17 il successo dell’iniziativa concludendo: “non è che l’inizio”.
Francamente ci permettiamo di dubitarne. A meno che nel prosieguo lo scenario sociale e politico non venga radicalmente terremotato rispetto alla morta gora sociale (e pre-elettorale) del presente, ben riflessa nell’iniziativa di sabato 21, e l’agenda di Miraglia e sodali non sia travolta dall’ingresso in campo di protagonisti animati da tutt’altra visione e programma, quelli di una lotta vera di lavoratori italiani e immigrati contro un nemico comune che si chiama capitalismo imperialista.
[...]
Le posizioni di don Ciotti
 >> 





LA “STRANA CAMPAGNA” ANTIFASCISTA DEI GOVERNI D’OCCIDENTE

A petto dell’affermazione in Occidente di nuove o meno nuove compagini di destra sovranista (dalla Le Pen a Trump, dall’olandese Wilders all’austricao Strache, etc.) vediamo proliferare questa roba del cosiddetto “antifascismo formale”. Si tratta dell’iniziativa istituzionale dei governi che si prendono in carico il compito formale di dichiarare illeciti i simboli delle vecchie correnti reazionarie e fasciste dei diversi paesi.  >> 





CONTINUA L'AGGRESSIONE DELL'IMPERIALISMO USA... ORA È IL TURNO DELLA COREA DEL NORD

Venti di guerra soffiano sempre più impetuosi sulla Corea del Nord: la Bestia, l'imperialismo numero uno, gli USA, con il codazzo dei suoi satelliti locali, continua a mettere in atto pesanti provocazioni, usando sempre lo stesso schema operativo attuato altrove (basti ricordare le operazioni militari Nato ai confini russi!).  >> 





ELEZIONI IN GERMANIA

L’ASSERVIMENTO DELLA “SINISTRA” RIFORMISTA (DI DERIVA- ZIONE SOCIALDEMOCRATICA O EX-TERZINTERNAZIONALISTA DEGENERATA) AGLI INTERESSI DEL CAPITALISMO CONSEGNA LE ASPETTATIVE DI AMPI SETTORI PROLETARI ALLA DESTRA SOCIALE.
CONTRO LA BORGHESIA DEMOCRATICO/PROGRESSISTA,
CONTRO IL SOVRANISMO NAZIONAL-SOCIALE,
PER RILANCIARE IL PROGRAMMA DI CLASSE
Il dato generale che emerge dalle recenti elezioni in Germania (vedi riquadro) è quello di un poderoso spostamento a destra dell’asse politico del paese decretato dalle urne. A petto di un’alta affluenza (oltre il 76%, addirittura in aumento), Afd e liberali vedono moltiplicare i propri voti in misura doppia rispetto ai voti in uscita da CDU-CSU. Soprattutto Afd ha raccolto voti provenienti dai più diversi bacini, non escluso quello della Linke (rilevati 400.000 voti trasmigrati dalla Linke a Afd), trionfando nei Lander dell’Est, dove Afd è addirittura primo partito in Sassonia. La Linke può vantare un leggero incremento dei suffragi, ma è una “vittoria” (elettorale) di Pirro: è il primo partito nella Berlino Est e avanza nella ricca Baviera, ma ha intercettato una parte minima della valanga di voti in uscita dalla Spd e registra un generale arretramento a Est a vantaggio di Afd.  >> 






DALLA PADELLA DI MADRID ALLA BRACE DI BARCELLONA O VICEVERSA.
“ALTERNATIVA” PROPOSTA DAI POTERI BORGHESI IN CONTRASTO.
TRAPPOLA PER IL PROLETARIATO IBERICO.

Tanto per cominciare dal ridicolo. Giornale radio del primo mattino di giovedì 28 settembre: bordata dal potere centrale di Madrid: “i separatisti catalani riescono ad utilizzare i loro siti per realizzare il loro referendum illegale grazie all’aiuto degli hacker russi”….. contro-tuonata dalla Generalitad di Barcellona: “il centralismo madrileno è paragonabile al regime nordcoreano”….
Allegria ragazzi, 1 a 1 e palla in centro!
Questo divertente scambio incrociato di fuochi d’artificio fra centralisti “autoritari e mezzo fascisti” da una parte e separatisti democratici e progressisti “mezzo libertari” dall’altra (tale è l’immaginazione deforme che si danno o si rinfacciano a vicenda) rende da solo la misura di che di pasta siano fatti i fronti in contrasto. Di pasta borghese, della peggior e tossica specie. E il fatto che le ramblas siano effettivamente invase da una marea di popolo – fette, quanto larghe non sappiamo, di proletariato catalano incluse – non sposta di una virgola il giudizio sulla natura del braccio di ferro in atto. Come non lo sposterebbe e non lo sposta l’amara constatazione di fette di proletariato spagnolo o castigliano – chiamatelo come volete - le quali, per reazione, si accodassero o si accodino alle forze borghesi “nazional-unitariste” reclamanti il ripristino dell’ordine e lo schiacciamento della sedizione separatista magari con maniere molto più spicce e drastiche di quelle sino ad ora utilizzate dal debole ed incerto attuale governo del paese il quale, senza ombra di dubbio alcuno, si muove al 100% all’interno delle normative istituzionali e democratiche che regolano il potere del capitale in terra iberica.
Il vento che spira oggi sulle ramblas e che gonfia le vele del separatismo catalano ha la stessa intima scaturigine di quello che ieri, ad esempio, spazzava a Lubiana e Zagabria e che cova del resto, per restare a casa nostra, nella pianura padana .  >> 






UN DIBATTITO SUL VENEZUELA

Abbiamo partecipato martedì 12 settembre all’incontro organizzato alla “villetta” di Garbatella da Rete dei Comunisti, Associazione La Villetta e rivista Nuestra America con la presenza di rappresentanti del corpo diplomatico del Venezuela e di Cuba. Titolo dell’incontro: “Contro il blocco economico a Cuba e in Venezuela, per l’autodeterminazione dei popoli”. Il professore e compagno Luciano Vasapollo, alla presidenza insieme ai rappresentanti diplomatici dei due paesi, ha denunciato tutte le falsità rilanciate dai media occidentali sullo scontro che in Venezuela vede opposte al governo Maduro le opposizioni coalizzate nella MUD. Noi, che condividiamo pienamente la denuncia dell’aggressione imperialista, che contro di essa siamo incondizionatamente schierati dalla parte del proletariato e delle masse sfruttate del Venezuela, e che ancora abbiamo da obbiettare poco o nulla sui fatti esposti da Vasapollo, non condividiamo invece la chiave di lettura politica di Vasapollo e della rappresentante venezuelana.  >> 






SVILUPPI VENEZUELANI

  • Gli imperialisti giudici e tutori di democrazia nel mondo
  • Lo scontro di classe attraversa la chiesa cattolica
  • Nullismo politico del chavismo critico e di sinistra




LA RIUNIFICAZIONE DEI COCCI
DI UNA “NUOVA SINISTRA” VECCHISSIMA.
TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE…
CON I CARNEFICI DELLA EX-JUGOSLAVIA

Dopo Sinistra Italiana (il grosso di SEL più la prima pattuglia di fuoriusciti dal PD -Fassina, D’Attorre-), abbiamo contato i “civici” del Brancaccio e poi quelli di piazza Santi Apostoli, dove Pisapia, incassata l’indisponibilità di Renzi per interlocuzioni “alla pari” con chicchessia della costituenda “nuova sinistra”, ha infine sciolto le sue riserve varando “Insieme”… insieme alla seconda e più consistente pattuglia di fuoriusciti dal PD, quelli che con Bersani e D’Alema avevano nel frattempo dato vita a Movimento Democratici e Progressisti.  >> 





VENEZUELA

Gli imperialisti d’Occidente soffiano sul fuoco delle proteste promosse dall’alta borghesia del Venezuela per far fuori il governo Maduro, mentre nel paese avanza la crisi e con essa il disagio della popolazione e delle fasce sociali più povere  >> 





SVILUPPI IN MEDIORIENTE E NORD-AFRICA

PROSEGUE L’AGGRESSIONE IMPERIALISTA: SI STRINGE IL CERCHIO SULL’IRAN

Ai primi di maggio, nella città kazaka di Astana, i rappresentanti ufficiali di Russia, Iran e Turchia hanno firmato un accordo sulla guerra in Siria. Al tavolo del negoziato promosso dalla Russia erano presenti anche l’inviato speciale dell’ONU e una delegazione di osservatori americani e giordani.

- L’accordo di Astana
- Lo smembramento della Siria
- L’imperialismo occidentale ridefinisce la propria strategia
- Le coalizioni a guida occidentale attaccano l’Isis in Iraq e Siria
- ... e puntano il mirino sull’Iran
- Contro l’escalation dell’aggressione dell’imperialismo occidentale in     Medioriente e Nord-Africa
- Solidarietà agli operai egiziani in sciopero a Torah e ai manifestanti     tunisini e marocchini  >> 





LA “DEMOCRAZIA” (SEMPRE PIÙ BLINDATA) DI LORSIGNORI

Ci giunge notizia (“Il manifesto”25.05.17) che il giorno 24 maggio, nella Roma blindata per la visita del presidente USA Trump, tre attivisti della Rete NO WAR sono stati fermati per aver tentato di esporre un cartello con la scritta “Trump/NATO/G7=Wars on people, war against the planet, fathers of terrorism with Saudis, Qatar and Turkey” (“Trump, Nato e G7 uguale guerre ai popoli, guerra al pianeta, padri del terrorismo insieme a Saud, Qatar e Turchia”). Portati in commissariato, sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: la Correggia, non residente a Roma, ha ricevuto un foglio di via per un anno. La loro “colpa”? Essere avanzati di qualche metro, ”tentando di bloccare” il corteo presidenziale!  >> 





ELEZIONI PRESIDENZIALI FRANCESI

A “SINISTRA” SI CONTINUA A SEGUIRE
LA STRADA DEL “MENO PEGGIO”

Dopo la vittoria di Macron al secondo turno delle elezioni presidenziali, la Francia “civile” e “democratica” del capitale e della finanza, assieme all'Europa (i “MERCATI”) , ha tirato un respiro di sollievo e dato la stura ad una incontenibile gioia: l'incubo di una possibile (ancorché remota) vittoria del Front National (FN) si era dileguato!
Che questo sentimento sia comprensibile nella destra istituzionale e nel centro è senz'altro un dato scontato: purtroppo da anni ci siamo abituati al fatto che una vittoria di un partito borghesissimo, quale in questo caso il movimento di Macron, faccia gioire anche i cuori di “sinistra”.  >> 





CONTRO L'IMPERIALISMO
ITALIANO ED EUROPEO


Il 25 marzo, nel giorno in cui capi di Stato e di governo dei paesi dell’Unione Europea celebrano sessanta anni dei trattati fondativi dell’UE, noi chiamiamo alla lotta contro le politiche antiproletarie dei governi nazionali e delle istituzioni europee che scaricano sui lavoratori la crisi sistemica del capitalismo, chiamandoli a digerire le ricette dei governi nazionali e dell’Europa come “unica soluzione per superare la crisi”. Una politica che, manco a dirlo, annulla in premessa ogni idea di protagonismo delle classi lavoratrici, concepite come coda subalterna della borghesia, che abbia le mani assolutamente libere per giocarsene le vite nello scontro a tutto campo per l’accaparramento dei profitti, tentando di irreggimentarle sin d’ora negli eserciti e nei fronti di guerra che potranno rendersi inevitabili per dirimere una contesa sempre più acuta.
Un disegno da contrastare e respingere con la ripresa della mobilitazione di classe in Italia e in Europa.
Il punto è: su quali contenuti e con quale prospettiva si contribuisce effettivamente alla ripresa di classe? E su quali altri invece si porta acqua alla borghesia imperialista e se ne favoriscono le opzioni e relative rappresentanze politiche/partitiche in campo? >> 





EUROSTOP: NAZIONALISMO CONTRO INTERNAZIONALISMO

Riceviamo e pubblichiamo tre documenti riguardanti l’assemblea di Eurostop tenutasi a Roma il 28 gennaio scorso: un commento da parte della redazione del “cuneo rosso” sull’intervento di Cremaschi, una richiesta di “chiarimenti” da parte di quest’ultimo e quindi la replica finale del “cuneo rosso”.
Cremaschi è approdato ad Eurostop, dopo vari tentativi per individuare possibili soluzioni – che naturalmente non sono le nostre – volte a rinvigorire una sinistra asfittica, a partire dal “no debito” (indicando nella stampa di nuova carta-moneta l’espediente per risollevare le sorti dei lavoratori, come se i legami internazionali fossero inesistenti!), per giungere a posizioni collimanti con la destra populista francese.
Le considerazioni sviluppate del “cuneo” sono estremamente complete ed efficaci, soprattutto nello sfottimento della retorica di Cremaschi sulla Costituzione, e rappresentano uno sconvolgimento delle proprie posizioni sostenute in occasione del referendum costituzionale. E’ un passo avanti di cui prendiamo atto con piacere e quindi le pubblichiamo, analogamente a quanto effettuato per l’intervento di “red link” sullo stesso tema del referendum, prescindendo completamente dalla loro “paternità” e dal fatto che le avvenute scissioni non hanno certo giovato a quello che era stato costruito unitariamente. >> 





DAL PARTITO CON
“UN UOMO SOLO AL COMANDO”  
AI CONTROPARTITINI IN CUI
COMANDANO TUTTI
SALVA LA MANCANZA DI TRUPPE

Un suggerimento di Rossana Rossanda alle “nuove sinistre” in corso d’opera:
“E che fine ha fatto Marx? Vorrei si rimettesse negli impianti teorici della sinistra almeno un poco di Marx e, perché no, anche un poco di Lenin. Ma la sola cosa di Lenin che non mi sentirei di riproporre è la necessità della violenza e della dittatura del proletariato.” (Il Manifesto, 16 febbraio 2017)
Una breve nota aggiuntiva alle vicende del PD in relazione alle varie scissioni in atto, tutte rigorosamente in fila con le raccomandazioni della Rossanda [...]
Sulla strada del buon senso riformista contro il “liberalismo” renziano si sono mossi in anticipo sugli ultimi arrivati i vari Fassina e Pippo Civati col progetto di una nuova formazione “a sinistra” che tenesse conto degli interessi del “popolo” tradito dal renzismo, ovviamente secondo una visione al massimo “keynesiana” di un bilanciamento equo (!!) tra esigenze del “nostro capitalismo” e ricadute welfaristiche a favore di chi lavora (od è senza lavoro) e soffre di iniqui scompensi “redistributivi”. Secondo quali armamentari? Nessuno di costoro saprà mai dirlo dato che le leggi dell’attuale capitalismo in crisi non lasciano di fatto margine alcuno al ripristino dl vecchio sistema welfaristico proprio di una fase ascendente e, se proprio vogliamo, il renzismo non rappresenta altro che un massimo di “mediazione” possibile tra capitale e lavoro nel tentativo di salvare capra e cavoli (cavoli nostri!, questo certo).
Due ipotesi sono attualmente in campo per quel che riguarda la “nuova sinistra” in gestazione: quella dei Democratici e Progressisti e quella di Sinistra Italiana.  >> 





A CENTO ANNI DALL’OTTOBRE

1917-2017-2...?

Quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre. E quando si celebra un centenario, di regola, si sottintende: onoriamo i nostri morti, di cui nutriamo un dolce ricordo, ma destinati a non ritornare mai più. Omaggio tombale con tutti i riti a memoria del caso. Sarà così anche dell’Ottobre? Noi, ovviamente, e testardamente, non lo crediamo, ma sarebbe il caso di interrogarci su questo secolo di silenzio, sia pur inframmezzato da tentativi di replica andati a mal fine, dell’antagonismo proletariato-borghesia o, meglio, come scrisse Bordiga, socialismo-capitalismo.
Noi qui ne tentiamo un sommario schema. >> 





DAL NOSTRO ARSENALE: UN TESTO DA ASSORBIRE RIGA PER RIGA E DA MANDARE A MEMORIA

L’IMPERIALISMO DELLE PORTAEREI

L’Admiral Kuznetsov, di cui abbiamo accennato in un precedente intervento, salpata il 21 di settembre dalla base di Severomorsk non lontano dal confine norvegese, prosegue si direbbe senza particolare fretta sulla sua rotta direzione Mediterraneo, costa siriana. Ad essa e alla relativa flottiglia di appoggio si è unito l’incrociatore lanciamissili atomico Pietro il Grande che gli esperti qualificano come “la nave più pesantemente armata di tutto il pianeta”. I comandi dell’imperialismo egemone osservano e monitorano passo-passo questa imponente potenza di fuoco in movimento con discreto nervosismo. Gli inglesi, antichi dominatori dei mari, al suo passaggio al largo delle loro acque territoriali si sono lasciati andare ai soliti schiamazzi antirussi; la Nato ha schiumato rabbia contro la Spagna che ha concesso il rifornimento di carburante alla Task Force navale russa. Quanto al padrone americano se ne sta, per il momento, abbottonato e in silenzio.
Dagli ambienti filorussi giunge una precisazione che non è formale né attinente alla sola mera “tecnica militare” e di cui prendiamo senz’altro atto: l’Admiral Kuznetsov, puntualizzano loro, non è in effetti una vera portaerei. La forza armata della Russia non dispone di autentiche portaerei poiché in sostanza, dicono loro, la Russia non è una potenza imperialista.
Ci è dato quindi il destro per riproporre questo nostro formidabile testo del 1957 in cui sono tracciate le fondamenta per ogni e qualsiasi azione di contrasto effettivo all’imperialismo che si disponga sulla linea della Rivoluzione internazionale, proletaria e comunista.  >> 





ronda proletaria - 1921


IL COMPAGNO PAOLO
CI HA LASCIATO
Ancora stentiamo a realizzare: Paolo ci ha lasciato. Paolo Turco è uno di quegli uomini, di quei compagni la cui presenza sembra “debba essere per sempre”, sicché quando l’organismo umano viene a cedere, e tanto più improvvisa- mente come è accaduto per Paolo, non ci si capacita e si rimane smarriti.
Il vuoto che lascia nel nostro ultraristretto Nucleo e nel movi- mento comunista internazionalista in generale a cui ha dedicato tutte le sue energie per una vita intera è un vuoto che ci appare incolmabile.  >> 

AI COMPAGNI

Con queste righe rivolgiamo un saluto particolare a tutti i compagni che in occasione della morte di Paolo ci hanno fatto giungere in vari modi manifestazioni di parteci- pazione collettiva a un dolore comune. Lo facciamo nella maniera più semplice, ben sapendo che Paolo non ammette che si cada, nella circostanza, in stati emotivi vuoti di sostanza.  >> 



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