Dobbiamo fare ammenda. Evidentemente non c’eravamo accorti che certe “primavere arabe” tipo Libia e Siria erano espressione di un “movimento proletario” al 100% o con qualche ancor residuo di “improvvisazione” in via di superamento; che “il movimento è tutto” ed “il reale è razionale” e, di conseguenza, abbiamo preteso di frapporvi delle “astratte considerazioni ideologiche”. Ma ora che in Siria, ad esempio, il “movimento”, con sede istituzionale provvisoria a Londra, è unanimemente riconosciuto come il “legittimo rappresentante del popolo siriano” da Obama, dalla UE, dal ministro italo-israeliano Terzi, dagli Emirati Arabi, dalla Turchia, da Morsi, da Al Jazeera e da indefettibili “compagni comunisti”, non ci resta che riconoscere il nostro errore.
O no? Ci resta un dubbio, anche perché
sul campo dei giornalisti fuori dal coro, come quelli di Telesur (cui rimandiamo gli
amanti di documentazione d’archivio), ci testimoniano dal vivo l’esatto contrario della vulgata
corrente, anche se si sa che dei seguaci del “dittatore Chavez” c’è poco da fidarsi...
11 gennaio 2013